Scritto da Redazione
15 febbraio 2011 -
Il debito pubblico è cresciuto a fine 2010 del 4,5% rispetto a un anno prima, ma è in calo rispetto al picco toccato lo scorso novembre (1.868,7 miliardi). È quanto emerge dal Bollettino statistico sulla finanza pubblica della Banca d'Italia. Nel dettaglio, l'ammontare del debito pubblico italiano si è attestato a fine dicembre 2010 a quota 1.843,2 miliardi, rispetto ai 1.763,9 miliardi dello stesso mese del 2009.
Al 31 dicembre del 2010 il debito delle Amministrazioni pubbliche è risultato pari a 1.843,2 miliardi in crescita di 79,4 miliardi rispetto a fine 2009 quando era pari a 1.763,9 (116,0 per cento del Pil). Lo si legge nel Supplemento al Bollettino statistico della Banca d'Italia, diffuso ieri. Il debito comprende anche le passività emesse nel 2010 a fronte delle erogazioni per il sostegno finanziario alla Grecia (3,9 miliardi).
Dal Supplemento emerge inoltre come le entrate tributarie abbiano segnato un calo nel 2010 a 397,5 miliardi di euro, con una flessione di quasi l'1 per cento rispetto al dato del 2009 (401,4 miliardi). Nel 2010, inoltre, il fabbisogno complessivo delle Amministrazioni pubbliche è stato pari a 67,2 miliardi. Nel 2009 era risultato pari a 85,9 (5,6 per cento del Pil).Quanto alle amministrazioni locali, il debito nel 2010 si attesta a 110,953 miliardi, in leggero calo rispetto ai 111,356 miliardi del 2009. Nel Supplemento si evidenzia come il calo sia stato determinato dal Centro Sud, mentre nel Nord si è registrato un incremento.
Se dai banchi del governo nessuno commenta questi dati Felice Belisario dell’Idv ha le idee chiare: «Dei 1843 miliardi del nostro debito, a dicembre 2010, oltre 500 sono stati accumulati dai vari governi Berlusconi dal '94 a oggi. Si tratta di una cifra, in termini reali, che non ha eguali nel mondo occidentale. Il rischio default per la nostra economia, se non poniamo rimedio, è sempre più vicino».